È passato ormai un anno da quando Google ha lanciato la nuova versione del Consumer Barometer, uno strumento gratuito ed interattivo utile per capire meglio gli andamenti del mercato. Abbiamo raccolto una nuova serie di dati sulle tendenze in evoluzione relative all’accesso a Internet e all’uso dei dispositivi mobili dal 2012 ad oggi, oltre ad alcuni approfondimenti su quattro segmenti di pubblico globale.

I dispositivi mobili non sono più una scelta, ma una necessità.

In alcuni mercati l’utilizzo degli smartphone sta raggiungendo un punto di saturazione: lo utilizza, ad esempio, il 100% degli under 25 in Svezia. In Turchia, l’uso degli smartphone si è quadruplicato negli ultimi tre anni, passando dal 14% del 2012 al 56% nel 2015.

Non sorprende, dunque, che in molti dei paesi in cui è stato effettuato il sondaggio oltre l’80% degli utenti web sotto i 25 anni utilizza il proprio smartphone per navigare online tanto quanto il computer. Ciò che sorprende è invece la rapidità di questo cambiamento: nel 2012, solo il 10% dei brasiliani sotto i 25 anni aveva utilizzato uno smartphone per navigare online almeno quanto il computer, rispetto all’81% del 2015. E l’evoluzione del comportamento non si limita ai più giovani. In Messico, il numero degli utenti web sopra i 55 anni che ha usato uno smartphone tanto quanto un computer è balzato dal 10% del 2012 al 38% nel 2015

Anche il consumo multi-schermo è in crescita. Nel 2012, solo il 4% delle persone in Francia utilizzava tre dispositivi diversi, mentre nel 2015 si è arrivati al 25%. In Italia, si è passati dal 3% del 2012 all’attuale 16%.

Essere presenti nei “momenti che contano” sui dispositivi mobili è essenziale: le aziende e i brand devono, oggi più che mai, riuscire ad interagire con i consumatori, ad ogni occasione e su tutti i dispositivi.

I dispositivi mobili sono determinanti per le ricerche e le decisioni relative agli acquisti.

Analizzando i dati del Consumer Barometer, abbiamo approfondito quattro tipologie di pubblico su scala globale: i “millennials” (definiti anche come gli appartenenti alla Generazione Y), le “mamme digitali”, i “sostenitori del brand” (o “brand advocate”) e gli utenti di video “how-to”. Per tutti questi cluster, Internet svolge un ruolo cruciale nel processo d’acquisto.

L'approccio giusto al mobile è fondamentale per interagire con i Millennials, dato che il 40% di questo segmento, cioè il doppio rispetto agli over 35, ha effettuato una ricerca per il suo acquisto più recente tramite smartphone.* Per essere presenti nei “momenti che contano” per questo target, i brand devono comprendere che, qualunque sia la domanda, la risposta è sempre online.

Le mamme digitali rappresentano un target ben informato e connesso, che effettua frequenti ricerche finalizzate ai propri acquisti. In questo processo, gli smartphone svolgono un ruolo sempre più importante: il 25% delle mamme digitali ha utilizzato il proprio smartphone per prepararsi ad effettuare un acquisto immediato, ad esempio cercando un negozio nei dintorni.

Un approccio efficace al mobile si rivela determinante anche per poter interagire con i sostenitori del brand nei loro “momenti per acquistare”, poiché quasi un terzo di loro utilizza il proprio smartphone per cercare un prodotto che sta per comprare in negozio. Si tratta di un target più attivo e più prezioso che mai, infatti ogni giorno il 50% di loro commenta o mette “mi piace” a post e contributi su blog.

I sostenitori del brand sono ben noti alla maggior parte delle aziende, ma c’è anche un altro target di consumatori estremamente attivo che è bene conoscere: gli utenti di video “how-to”, ovvero i video che spiegano come svolgere una determinata attività. Globalmente, due terzi degli utenti di Internet guardano video online almeno una volta alla settimana, e 1 su 10 di questi guarda video sul “fai da te” o del genere “how-to”. Fornire i contenuti giusti al momento giusto per interagire con questo target può avere un’enorme influenza sulle decisioni d’acquisto. Un terzo di loro, infatti, guarda YouTube per trovare informazioni su prodotti che vorrebbe acquistare.

Fonte: ThinkWithGoogle