Magento è un CMS open source dedicato all’ecommerce, ben strutturato e ricco di preziose funzionalità, che permettono, a chi vuole vendere online, di far fronte ad esigenze anche molto differenti tra di loro.

Ovviamente non è possibile entrare nel dettaglio di tutte in un solo articolo, ed al tempo stesso non voglio annoiarvi con un semplice e asettico elenco delle features che la piattaforma mette a disposizione out of the box (se interessati potete scaricare la lista ufficiale da qui), ma vorrei dare inizio, con questo, ad una serie di articoli dedicati ad ognuna di esse, almeno per le più utilizzate, dove vi mostro come utilizzarle a livello pratico.

Ogni sito di eCommerce, così come qualsiasi attività di commercio offline, può trattare diverse tipologie di prodotto, che richiedono un processo di individuazione dell’articolo fisico (o virtuale, come vedremo in seguito) da acquistare che non sempre è comune ad altri tipi di prodotto; se nel negozio fisico abbiamo il commesso che ci guida ed aiuta in questa scelta, nel negozio online invece dobbiamo guidare l’utente solo grazie ad una scheda prodotto in grado di gestire questo processo in modo facile ed immediato, ad esempio con un prodotto configurabile.

Magento, proprio per venire incontro a questa esigenza, mette a disposizione diverse tipologie di prodotto, ognuna adatta ad un determinato scopo e ad una particolare esigenza; in realtà non è sempre immediato identificare quale sia la scelta migliore per ottenere questo o quel risultato, ma cominciare a conoscere le opportunità che abbiamo a disposizione è sicuramente un buon punto di partenza.

Come suggerisce il nome stesso, questo è il più semplice dei casi.

Ad esempio, se voglio vendere un prodotto fisico qualsiasi, dove l’articolo che mostro è esattamente il pezzo che ho a magazzino, possiamo tranquillamente usare il prodotto semplice.

In realtà Magento mi permette di personalizzare il prodotto semplice, tramite le custom options (di cui ne parleremo in un’altra occasione), ma con modifiche che non ci precludano la vendita di un oggetto diverso.

Mi spiego, se devo vendere una maglia di cui devo scegliere la taglia, a seconda della scelta dell’utente finale l’articolo che spedisco è differente (quindi opteremo per un prodotto configurabile), se invece voglio acquistare un braccialetto sul quale voglio incidere una frase personalizzata, allora potremmo impostare un prodotto semplice, con la possibilità di inserire la frase da incidere.

Il secondo gradino del podio, come popolarità e frequenza di utilizzo, lo conquista il prodotto configurabile, che, come accennato prima ci permette di creare un prodotto “padre”, visibile e ricercabile a catalogo, che ci consente di selezionare agevolmente quale sarà l’articolo fisico (prodotto semplice) che andremo a vendere.

Se vendo scarpe, è inutile andare a mostrare a catalogo n scarpe identiche per quante sono le taglie a disposizione, molto più corretto creare un prodotto padre che corrisponde al modello, il quale avrà le foto e le varie descrizioni che saranno comuni a tutti i prodotti figli, dal quale potrò selezionare comodamente la mia taglia.

In questo modo, lato amministrazione, avremo un prodotto configurabile, visibile a catalogo e ricerca, ed n prodotti figli associati (le taglie) che saranno dei prodotti semplice non visibili individualmente (a meno di esigenze particolari).

Per fare un esempio molto semplice ed immediato di un prodotto bundle si può pensare ad un computer: se ad esempio acquistiamo un computer dall’Apple Store, ci viene chiesto di quali componenti vogliamo dotarlo, magari proponendoci una configurazione standard, dandoci però anche l’opportunità di modificare i componenti principali, per arrivare ad avere il prodotto finale che corrisponde esattamente alle nostre esigenze.

Per far questo avremo sempre i nostri prodotti semplici, che saranno i singoli componenti, che andremo a rendere disponibili per il nostro prodotto componibile, la somma di questi componenti determinerà la configurazione ed il prezzo finale dell’articolo che acquistiamo.

Questa tipologia di prodotto in realtà non è molto sfruttata, ma può rivelarsi molto utile in alcuni casi particolari, un esempio potrebbe essere il classico cesto natalizio, dove decidiamo quali prodotti possono essere inseriti, ma la quantità di ognuno la sceglie il cliente al momento dell’acquisto.

Un altro esempio, come proposto dalla demo di Magento, è quello del salotto, dove, a fronte di una sedia, un pouf ed un divano coordinati a comporre un ambiente, lasciamo decidere quanti pezzi di ognuno acquistare.

A volte ci capita di vendere prodotti immateriali, come ad esempio un accesso a determinate risorse oppure un’estensione di garanzia da associare ad un bundle.

Questi prodotti, se venduti singolarmente non fanno partire il meccanismo di richiesta dati e calcolo spese per la spedizione, al tempo stesso, quando selezionati, non aumentano il peso finale di un bundle, ma possono influire invece sul prezzo.

Un’altra tipologia di prodotto che sta prendendo sempre più piede nelle vendite online sono i prodotti scaricabili, cioè contenuti digitali come musica, ebook o software.

Anche in questo caso non abbiamo spese di spedizione, con il vantaggio che il cliente ha la possibilità di scaricare la risorsa subito dopo l’acquisto, accedendo al suo pannello di controllo.

Fonte: http://www.yourinspirationweb.com/2012/02/21/quali-tipi-di-prodotto-poss...