YouTube, Vimeo, Dailymotion, Vevo, sono solo alcune delle piattaforme di condivisione video più famose in tutto il mondo. Vi siete mai chiesti come funzionino? Come possono così tanti utenti in giro per il mondo guardare lo stesso o più video senza nessun problema e con un'attesa di caricamento di poco tempo?

Essi si basano su un servizio chiamato Cloud Streaming. 

A differenza del classico visualizzatore video, lo streaming non necessita di scaricare il file video per intero sul proprio computer per essere riprodotto: infatti, i dati ricevuti vengono riprodotti dopo pochi secondi. Questo ritardo nella riproduzione del video serve a creare un "cuscinetto" per rimediare agli sbalzi o interruzioni della rete.

Ma quali sono le altre potenzialità?

  • I file vengono distribuiti in più server (dedicati solamente al Cloud Streaming) così da ottimizzare il carico del server e da essere reperibili dall'utente più velocemente.
  • Supporta l'Adaptive Bitrate Streaming: il sistema controlla costantemente lo stato della connessione, la banda, la richiesta del file e un paio di altri fattori e fornisce un video di qualità superiore o inferiore (variabile durante il caricamento del video) in modo da evitare le attese nel caricamento e il sovraccarico del sistema.
    In alter parole: se visualizzi un video in 1080p di 3 minuti, potresti visualizzare per 1 minuto 720p, 30 secondi a 480p e 1 minuto e 30 secondi a 1080p.

Inoltre, è bene specificare che spesso si intende per "streaming" le trasmissioni in "diretta", ma questo può non essere sempre vero. Infatti lo streaming può essere di due tipi:

  • Streaming On Demand (VOD): è il caso dove l'utente richiede di visualizzare un video che è già presente nel server e viene fornito all'utente.
  • Streaming Live: o altrimenti chiamate trasmissioni broadcast; la fonte fornisce in diretta il video agli utente che lo visualizzano (tipo Periscope o le trasmissioni in diretta sul sito della RAI).